Perdonare
Relazioni / No Comments / 19 giugno 2019

nodo al fazzoletto

Viviamo nelle relazioni, esse ci nutrono, ci sostengono, ci vivificano, ma talvolta ci feriscono, ci fanno soffrire, ci offendono anche nei nostri aspetti e valori più profondi. Accade quando l’Altro, amico, partner, fratello o sorella, madre o padre, collega o responsabile, conoscente oppure semplice sconosciuto ci fa un torto, ci manca di rispetto, ci tradisce, vìola le regole, implicite o esplicite, che crediamo valide all’interno di quella relazione – anche quando una vera relazione non c’è, ma ci aspettiamo comunque di essere trattati in un certo modo.

La scala delle offese può essere, naturalmente, molto ampia perchè ciò che offende ciascuno di noi può essere in parte diverso. Non esiste una sorta di “scala di misurazione oggettiva” per le ferite e le sofferenze. Un uomo può sentirsi tradito dalla sua compagna (o viceversa) perchè, ad esempio, questa sceglie di trascorrere il suo compleanno con le amiche e non con lui. Un amico può sentirsi offeso perchè non ci siamo sentiti di raccontargli la nostra ultima delusione sentimentale. Un collega può risentirsi perchè a suo avviso non lo abbiamo sufficientemente coinvolto nell’organizzazione della cena aziendale. A volte però le offese ed i torti si collocano ad un livello per cui tutti non possiamo che sentirci feriti: un familiare abusa di un bimbo, un marito picchia la moglie, un amico ci ruba dei soldi, un dipendente diffama il suo responsabile, un automobilista ubriaco investe un pedone…

Le reazioni al torto subito sono di rabbia, dolore, confusione, a volte anche di auto-colpevolizzazione. In ogni caso ciò che è accaduto ci cambia e cambia la nostra idea di chi l’altra persona sia e di cosa sia la nostra relazione. La sofferenza, sul piano fisico e sul piano psicologico, può essere fortissima, incommensurabile. Possiamo arrivare ad odiare l’altra persona, ad augurarle i mali peggiori, a volerci vendicare. E possiamo anche mettere in atto la nostra vendetta, cercare, in questo modo, di riparare al torto dubito, fare giustizia, rimettere le cose in pari.

Oppure possiamo scegliere di provare a perdonare. Perdonare non è dimenticare, nè giustificare, nè fare finta di nulla e minimizzare quanto accaduto, ma è scegliere di non rimanere prigionieri all’infinito di quel torto e di quella persona; non condannarci all’ergastolo dell’essere vittima, quanto piuttosto provare a riscrivere la nostra vita da protagonisti, accettando che ciò che è stato non si cancella, ma da lì si può ripartire. Perdonare non implica necessariamente riconciliarci con chi ci ha fatto del male – per quanto questo possa accadere – ma lasciare alle spalle ciò che non è più ed accettare di vivere la vita per il futuro che ci può portare e non per un passato che ci inchiodi.

Perdonare non è facile, nè può essere prescritto. Non è “la cosa giusta da fare”, è una delle cose che si possono fare. E’ un processo che richiede tempo e sofferenza e che ha bisogno della nostra capacità di vedere l’altro, per quanto capace di azioni a volte anche mostruose, come una persona come noi, fallibile, imperfetta e sofferente, una persona che, come noi, può commettere degli sbagli, ma che non può essere ridotta agli sbagli che ha commesso, per quanto questi possano essere veramente gravi.

#offesa#perdono#relazioni#vendetta

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